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Vicini a noi fino al dono della vita,
avete seminato nella nostra terra
la pace ed il perdono.
Lunedì 25 aprile

CHIESA DELLE CLARISSE
ore 16,00: Collocazione delle Urne dei Servi di Dio nel coretto attiguo al presbiterio.
ore 17,00: Vespri nella Festa di S. Marco animato dalla Comunità delle Clarisse. Dopo il Vespro: omaggio e preghiera personale accanto alle Urne.
ore 20,45: Rosario, a cura dell’Associazione don Bernardi e don Ghibaudo.Segue Compieta.

Martedì 26 aprile

CHIESA DELLE CLARISSE
ore 6,30: Lodi Mattutine animate dalla Comunità delle Clarisse.
ore 7,00: S. Messa. Segue fino al Vespro: omaggio e preghiera personale accanto alle Urne.
ore 17,00: Vespri animati dalla Comunità delle Clarisse.
ore 17,30: Presentazione della Ricognizione Canonica. Introduzione al tema - Dott.ssa Gabriella Vergano. Resoconto scientifico della Ricognizione - Prof. Ezio Fulcheri.

TRASLAZIONE NELLA CHIESA PARROCCHIALE
ore 20,30: Preghiera iniziale nella Chiesa delle Clarisse. Processione alla Chiesa Parrocchiale con accompagnamento della Banda Musicale “Silvio Pellico”.
ore 21,00: Accoglienza e Reposizione da parte del Vescovo delle Urne nella Chiesa Parrocchiale.
ore 21,15: S. Messa presieduta dal Vescovo Mons. Piero Delbosco.
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Il 19 settembre 1943 si consumò a Boves il primo eccidio nazifascista in Italia. Una tragedia annunciata. Il parroco don Giuseppe Bernardi ed il suo vice don Mario Ghibaudo, rimasero al loro posto e condivisero con la loro gente quelle ore drammatiche, fino al dono della vita.
Cosa potevano dare quel giorno due preti in tonaca nera di fronte ai reparti attrezzati delle SS in mezzo al loro popolo indifeso e costretto alla fuga?
«Quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi» (Mt 10,19-20): così Gesù ha istruito i suoi discepoli inviandoli in missione.
Quel giorno lo Spirito ha suggerito loro come parlare: portando il perdono di Dio. Sapevano bene di essere i primi ad avere bisogno di questo perdono: per questo nel loro ultimo giorno non hanno esitato a chiedere l’assoluzione. E poi sono passati per il paese e sono arrivati all’ora suprema come sacerdoti: benedicendo e assolvendo.
Il loro gesto di benedizione e di perdono non si è perso nel nulla. Boves non solo ha saputo ricostruire, ma ha intrapreso sentieri di pace: attraverso la Scuola di Pace, attraverso i gemellaggi per costruire ponti di amicizia e di solidarietà proprio là dove le vicende storiche avevano aperto fratture profonde. “Il sangue dei martiri non invoca vendetta, ma riconcilia” (Benedetto XVI).
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