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Don Giuseppe Bernardi nasce a Caraglio il 25 novembre 1897. A dieci anni entra nel seminario di Cuneo. La sua formazione è segnata dalla partecipazione in qualità di ausiliario alla Prima Guerra Mondiale (1917-1920). Ordinato sacerdote nel 1923, il 29 giugno 1938 inizia il suo ministero come parroco a Boves. I tempi sono duri; il suo stile è paterno ed autorevole, molto vicino alla gente e guida sicura sulla strada del Vangelo. Il 19 settembre 1943, giorno della prima strage nazifascista in Italia, a Boves si adopera per la salvezza del paese, vivendo da pastore la tragedia della sua gente: pregando, benedicendo ed esortando a mettersi in salvo. Crudele la sua morte: ucciso (o forse ferito) con arma da fuoco, il suo corpo è dato alle fiamme.
“San Bartolomeo, patrono di Boves. Chi è il Santo? È l’eroe della fede e dell’amore a Dio. L’eroe vive per un ideale; a questo ideale dona completamente quanto ha, anche la stessa vita pur di raggiungerlo. L’ideale del santo, del martire è questo: amare Dio, glorificare Dio in se stesso e nelle anime dei propri fratelli. […] Egli prima erige a Dio un trono nel suo cuore. […] Coll’esempio e con la parola diffonderà poi l’ardore dell’amore divino che invade il suo cuore. Difficoltà, disinganni, persecuzioni, attraversano la via che si è prefissa: nulla lo arresterà. Né la povertà, né il disprezzo dei malvagi, né la prigione, neppure la morte lo tratterrà dal suo compito. Morirà se necessario in mezzo ad atroci tormenti per gridare a tutti dal suo patibolo che la sua fede, il suo amore a Dio è più forte della morte.”
Don Giuseppe Bernardi