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Don Mario Ghibaudo nasce a Borgo San Dalmazzo il 18 gennaio 1920. Il giorno della Prima Comunione avverte la chiamata al sacerdozio ed entra nel seminario di Cuneo nell’ottobre 1929. Dotato di buona capacità intellettuale, vive con impegno e responsabilità la sua formazione, ama la musica e la montagna. Ordinato sacerdote il 19 giugno 1943, viene inviato come vice parroco a Boves. Nel suo cuore ci sono i giovani: quelli della parrocchia, quelli della caserma locale, quelli al fronte. Il 19 settembre 1943, durante le ore della violenza, è in piazza: si prodiga per mettere tutti in salvo mentre, cosciente del grave pericolo, benedice ed assolve. Colpito da una raffica di mitraglia, nel momento in cui assolve un uomo ucciso da un soldato, soccombe dopo una pugnalata sul petto.
“E quale tra le mie speranze mi potrebbe essere più cara che quella di poter pervenire a quella meta che quella voce intima “Voglio farmi prete”, mi ha additato fin dai miei primi anni? Essere Sacerdote! Mi parrebbe impossibile il raggiungimento di sì nobile ideale se non fosse stato Iddio a designarmelo. Ma è stato Lui; quindi posso sperarlo e lo spero con tutte le potenze dell’anima mia. E così il tempo, la fatica, lo studio mi diventano preziosi perché mi conducono passo passo a questa meta. Ogni altra speranza che posso concepire per la mia esistenza mi è cara in quanto che può concorrere al raggiungimento di quella. Divenire Sacerdote, vivere da Sacerdote, morire da Sacerdote, ecco la sintesi delle speranze più care che concepisco per la mia vita!”
Don Mario Ghibaudo