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LA PRESENTAZIONE
«Tieni accesa in noi la fiamma della speranza per compiere con paziente perseveranza scelte di dialogo e di riconciliazione, perché vinca finalmente la pace. E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre “fratello”, e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam!». Così terminava la Preghiera per la Pace Papa Francesco l’8 giugno dello scorso anno in Vaticano.
L’iniziativa “Lampade per la Pace”, promossa dall’Associazione don Bernardi e don Ghibaudo, vuole essere uno strumento per tener viva la “fiamma della speranza”.
Essa raccoglie tre voci che da luoghi e tempi diversi invocano la pace.
Una voce è senz’altro quella di Papa Francesco che dall’inizio del suo Pontificato non cessa di annunciare a tutti la misericordia di Dio, annuncio che ora si concretizza nella celebrazione del Giubileo della Misericordia.
Una seconda voce è quella dei due preti martiri a Boves il 19 settembre 1943. Essi vissero le ore della rappresaglia nazifascista come autentici pastori: non solo non abbandonano il gregge loro affidato, ma fanno il possibile per preservarlo dalla violenza e lo fortificano con la benedizione di Dio e con il Sacramento del Perdono. Essi sono, nel senso più pieno del termine, “operatori di pace”.
La terza voce - forte, fortissima eppure stenta a farsi sentire nel nostro mondo – è quella di chi vive il dramma della guerra, dell’ingiustizia, delle divisioni: tante, troppe nazioni, comunità, famiglie ne sono segnate.
L’iniziativa “Lampade per la Pace”, nel raccogliere queste voci, propone un itinerario semplice, che abbia però il valore di un camminare, di un educare alla pace. Esso si snoda attorno a tre verbi.
Il primo verbo è attingere. La pace, nell’esperienza cristiana, è dono di Dio, è frutto dello Spirito ed è legato alla misericordia di Dio. Gesù Cristo è la nostra pace, perché ci riconcilia con Dio. Don Bernardi e don Ghibaudo ricercarono e donarono la pace di Gesù attraverso il Sacramento della Riconciliazione, anche a costo della vita. Papa Francesco nell’Anno della Misericordia non esita ad affermare: «Poniamo di nuovo al centro con convinzione il sacramento della Riconciliazione, perché permette di toccare con mano la grandezza della misericordia». L’iniziativa “Lampade per la Pace” propone innanzitutto di attingere il dono della pace dalla misericordia di Dio, attraverso il Sacramento della Riconciliazione, vissuto con regolarità (mensile o bimestrale).
Il secondo verbo è coltivare. Contrarietà, fatiche spesso ci fanno smarrire il sentiero della pace. È nel silenzio, nella preghiera che possiamo trovare motivazioni e luce per riprendere la strada giusta. «Per essere capaci di misericordia – ci ricorda papa Francesco nella Misericordiae Vultus – dobbiamo in primo luogo porci in ascolto della Parola di Dio. Ciò significa recuperare il valore del silenzio per meditare la Parola che ci viene rivolta. In questo modo è possibile contemplare la misericordia di Dio e assumerlo come proprio stile di vita». A livello di preghiera l’iniziativa propone di valorizzare il giorno 19 di ogni mese (a ricordo del martirio dei due preti), come giorno della Riconciliazione. Come gesto concreto per questa giornata si suggerisce di dedicare una mezz’ora per l’Adorazione Eucaristica personale (a Boves nella chiesa parrocchiale è prevista dalle 18,30 alle 21). La “fiamma della speranza”, però, ha bisogno di essere alimentata ogni giorno: per questo accanto alla proposta mensile, viene raccomandata una preghiera quotidiana per la pace. Don Bernardi, alcune settimane prima che l’Italia entrasse in guerra aveva scritto: «Sarebbe segno di poca sensibilità non sentire la necessità in questi tempi burrascosi di pregare perché non si allarghi, anzi, cessi al più presto la lotta fratricida […]. Io desidererei di vedere unita in preghiera unanime tutta la popolazione, per fare violenza al Cuore di Dio e costringerlo a soddisfare i nostri voti e i nostri desideri».
Il terzo verbo è operare. È importante essere concreti, altrimenti l’iniziativa si riduce ad una pia devozione. Per questo l’indicazione è di evidenziare ogni giorno un impegno di pace. Esso può riguardare il rapporto con una o più persone, una situazione di tensione, un nostro modo di atteggiarci … Lo stesso impegno può valere per più giorni: il suo scopo è quello di essere uno strumento perché non ci fermiamo ai desideri, ma possiamo crescere come “operatori di pace”.
Informazioni e aggiornamenti sull’iniziativa, che verrà presentata ufficialmente a Boves nella Chiesa Parrocchiale sabato 19 settembre alle ore 21, saranno facilmente reperibili sul sito www.donbernardiedonghibaudo.it di prossima apertura oppure presso la Parrocchia San Bartolomeo di Boves.
Che il desiderio del Papa che la Chiesa sia “un’oasi di misericordia” e che il grido per la pace che risuona in tante parti della terra possano essere esauditi anche per la preghiera e l’impegno costante delle “Lampade per la Pace”.
L’INIZIATIVA
• Trae ispirazione dalla spiritualità e dalla testimonianza di don Bernardi e don Ghibaudo, morti martiri il 19 settembre 1943.

I due sacerdoti vivono le ore della rappresaglia nazifasci-sta come autentici pastori, che non solo non abbandonano il gregge loro affidato, ma fanno il possibile per preservarlo dalla violenza e lo fortificano con la benedizione di Dio e con il Sacramento del Perdono. Essi sono, nel senso più pieno del termine, “operatori di pace”.

• Fa proprie le indicazioni del Papa per il Giubileo della Misericordia, perché la chiesa sia «un’oasi di misericordia».

L’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia. […] Senza la testimonianza del perdono rimane solo una vita infeconda e sterile, come se si vivesse in un deserto desolato. È giunto di nuovo per la Chiesa il tempo di farsi carico dell’annuncio gioioso del perdono. […] Il perdono è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza. (Papa Francesco, MV 10)

• Vuole prendere sul serio il dramma della guerra, dell’ingiustizia, delle divisioni che segna la vita di tante nazioni, comunità, famiglie.

• Non vuole essere semplicemente una devozione, ma – attraverso la preghiera e gesti concreti – si propone di educare ad uno stile di vita.
I VERBI DELL’INIZIATIVA
Attingere il dono della pace dalla misericordia di Dio, attraverso il Sacramento della Riconciliazione, vissuto con regolarità (mensile o bimestrale).
Poniamo di nuovo al centro con convinzione il sacramento della Riconciliazione, perché permette di toccare con mano la grandezza della misericordia. (Papa Francesco MV 17)

Coltivare la pace con la preghiera.
Per essere capaci di misericordia dobbiamo in primo luogo porci in ascolto della Parola di Dio. Ciò significa recuperare il valore del silenzio per meditare la Parola che ci viene rivolta. In questo modo è possibile contemplare la misericordia di Dio e assumerlo come proprio stile di vita. (Papa Francesco MV 13)
Si suggerisce:
dedicare il giorno 19 di ogni mese alla Riconciliazione e alla Pace. Come segno concreto si suggerisce nella giornata una mezz’ora per l’Adorazione Eucaristica personale. A Boves nella chiesa parrocchiale ci sarà l’Esposizione del Santissimo dalle ore 18,30 alle 21,00.
Preghiera quotidiana per la Pace. È una preghiera lasciata nei modi e nei tempi alla scelta personale.
Operare per la pace: mettere in programma ogni mattina un impegno concreto per la pace.