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CAMMINIAMO CON DON GIUSEPPE E DON MARIO
1. VALORIZZARE LA VITA DI OGNI GIORNO, IN PARTICOLARE LE DIFFICOLTÀ
Due loro scritti lasciano trasparire questa loro grande convinzione.

Lettera di don Mario ai giovani che sono al fronte, datata 4 settembre 1943
Coi superstiti dell’Associazione, col sig. Pievano vi ricordo frequentemente nei discorsi anche se non vi conosco ancora personalmente. Vi ricordo pure frequentemente nella Messa e nelle mie povere preghiere: domando che Iddio vi restituisca sani ai vostri cari ma sopratutto puri, in grazia di Dio, pieni d’affetto alla Gioventù Cattolica Bovesana che tanto si ripromette da Voi. Ti domando sopratutto che ti mantenga Apostolo sul luogo nel quale Iddio ti ha messo: apostolo nell’adempimento del tuo dovere, cosa umile in apparenza ma sempre grande se hai la grazia di Dio: apostolo col tuo esempio di purezza nella certezza che Gesù Cristo e la Madonna sono con te anche se il tuo ambiente ti insidia: apostolo colla tua parola soprattutto facendoti distributore di gioia anche quando hai voglia d’essere sfiduciato; apostolo colla tua preghiera e col tuo sacrificio. Così uscirai vincitore dalla tua battaglia.

Riflessione di don Giuseppe Bernardi in occasione della Festa dell’Ascensione pubblicata sul bollettino parrocchiale del 14 maggio 1939. Leggiamo l’introduzione e la conclusione.
Ci infonde gioia il pensare che il trionfo di Gesù avviene nel luogo dove Egli aveva sofferto i più amari dolori, il riflettere che Gesù, nostro Amore, è in cielo, e debbono essere il nostro cuore e la nostra mente a ricordare le sue parole: «Vado a preparare un posto per voi…». Dal Monte degli Ulivi Egli inizia il trionfo verso il Cielo, proprio da quel monte dove aveva sofferto l’atroce agonia, aveva subito il sacrilego bacio di Giuda, era stato incatenato come un vile malfattore. Spettatore delle sue umiliazioni, ora è spettatore del suo trionfo. La via del Cielo passa per il Calvario, e s’inganna colui che presume di arrivarvi per altra via: chi vuole conciliare le massime perverse del mondo con la dottrina di Gesù Cristo, chi viene a patteggiamenti con la propria coscienza e s’illude di essere sulla retta via perché osserva qualche comandamento mentre trasgredisce quelli che non gli tornano comodi. In Paradiso non si va in carrozza, cioè indulgendo ai propri capricci e alle cattive inclinazioni della natura, ma a piedi, per la via regia della Croce, nella mortificazione cristiana portando ciascuno la propria Croce, nell’esercizio costante della virtù.

Chiediamo per ognuno di noi il dono di valorizzare il dono della nostra vita, il tempo, i talenti, anche le fatiche e le sofferenze. Pater, Ave, Gloria
2. IL DONO DELLA FAMIGLIA
Don Giuseppe e don Mario hanno grande riconoscenza per quanto ricevuto dai genitori.

Lettera di auguri di don Mario al papà per l’onomastico, 2 dicembre 1939
Ricevi col loro augurio, con quello di tutti coloro che ti amano, anche il mio. Il mio augurio di figlio al padre è un ringraziamento. Non ho bisogno di spender parole. Mi basta guardare ai tuoi anni di lavoro intelligente e paziente; e ti dico semplicemente, commosso: grazie. Guardo, quasi tremante, dinnanzi a me la forza dei poteri che Iddio, spero mi darà fra pochi anni; e ti ringrazio di essere stato uno strumento docile nelle Sue mani per condurmi. Credo sarai contento se, espressione di questa riconoscenza, cercherò di raccomandarti nelle mie preghiere e nella Comunione, alla bontà del Signore.

Mille auguri figliali. Affettuosamente ti abbraccio.
In Memoriam – Ricordo della mamma redatto da don Giuseppe sul Bollettino parrocchiale
Nell’ultima settimana di novembre, e precisamente il 22, il Signore mi ha chiesto il più grave sacrificio che si possa dare ad un figliuolo su questa terra: perdere la mia cara mamma, quella creatura che dopo Dio più mi ha amato e più si è santificata per me. Perdere la mamma e una mamma tanto buona e tanto premurosa, non lo comprende se non colui che ha avuto la sventura di provarlo. Era una donna del popolo lavoratore, semplice nelle sue abitudini e nei suoi desideri, di fede viva però, e di grande amore a Dio, fede e amore che l’hanno sostenuta a compiere tutto il suo dovere di madre cristiana di cinque figli, fede e amore che le hanno fatto santificare le pene e le sofferenze che sempre hanno accompagnato tutta la sua vita. Anche se lontana di corpo era pur sempre presente in mezzo ai figli spirituali di suo figlio, sempre vi ha amati e sempre ha preso parte alle vostre gioie e alle vostre pene, e per voi ha offerto al Signore le sue preghiere e i suoi sacrifici. Povera mamma. Sul letto di morte, quando appena le rimane un fil di voce, alla mia proposta di offrire la sua vita per il bene della nostra Parrocchia, essa, raccogliendo tutte le sue forze fece un sorriso di compiacenza e disse: «Ben volentieri». Santamente rassegnata alla volontà di Dio, essa si è addormentata in Lui confidando nella sua misericordia.

Ringraziamo per il dono delle nostre famiglie. Chiediamo per esse la capacità di ascoltarsi, di perdonarsi, di sopportarsi pazientemente. Pater, Ave, Gloria
3. MORIRE DA SACERDOTI

Il primo racconto della morte di don Giuseppe, apparso il 7 luglio 1945
Verso le 19, dopo avergli fatto assaporare tutto lo spettacolo del paese in fiamme e dei suoi figli trucidati, venne sceso dal carro blindato col suo pur eroico compagno di martirio, in fondo a piazza Italia: trascinati entrambi nel cortile del fotografo Ramero, colpiti più volte col calcio dei fucili, percossi e sbeffeggiati ancora, vennero mitragliati e poi semivivi trasportati nel lugubre corridoio, gettati su un mucchio di legna predisposto, cosparsi di benzina e incendiati. Così tragicamente ma gloriosamente morì il 19 settembre 1943 il Pievano di Boves don Giuseppe Bernardi. Vittima di una ferocia senza pari, vittima del dovere e dell’abnegazione, morì per i suoi figli diletti.

Il significato della morte di don Mario nella conclusione del libro Veste Insanguinata edito nel 1948
Si fa notte. La pioggia comincia a scendere, fitta, insistente. Il paese, là, è un rogo immenso. I bagliori sinistri dell'incendio si riflettono nell'acqua torbida del canale, che scorre pigramente, verso il suo destino; si riflettono sugli alberi, lucidi di pioggia... sui cada¬veri, lucidi di sangue. Il rosso sangue sgorga, a fiotti, ancora, dalle labbra ceree, semiaperte, di Don Mario. Come non ricordare le parole del profeta Isaia: «come agnello, davanti a chi lo tosa, tacerà, e non aprirà la sua bocca». Ora, più che mai, Don Mario è perfettamente immedesimato col sognato ideale: Cristo-Vittima. «Mi sembra - ha scritto un testimone - di vederlo ancora là come quella sera, accasciato a terra... col volto pallido, sì, del pallore della morte, ma pur tenero ed affabile. Appena un filo di sangue, uscito dalla ferita, gli aveva circondato il volto, come una corona... e dalle sue labbra ormai smorte, un grido sembrava uscire... un grido angosciato, ma sincero: Iddio ti perdoni, come io ti perdono».

Con la nostra preghiera silenziosa ringraziamo per il dono di questi due pastori che hanno donato la vita per i fratelli. Preghiamo per i pastori di oggi.
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Posa alle Clarisse
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Monastero delle Clarisse
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Prof Fulcheri
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Prof Fulcheri
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Don Bruno Mondino
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Chiesa delle Clarisse
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Inizio della processione
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Processione dalle Clarisse alla Parrocchia
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Processione dalle Clarisse alla Parrocchia
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Processione dalle Clarisse alla Parrocchia
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Processione dalle Clarisse alla Parrocchia
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Processione dalle Clarisse alla Parrocchia
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Processione dalle Clarisse alla Parrocchia
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Santa Messa
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Santa Messa
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Omelia del Vescovo Del Bosco
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Ostensione vescovo
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Ostensione vescovo
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La Benedizione conclusiva
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Reposizione
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Reposizione
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Posa della lastra di marmo
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Posa della lastra di marmo
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Posa della lastra in plexsiglass
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Dono del Comune di Schondorf
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Collocazione attuale nella Parrocchia di Boves
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Collocazione attuale nella Parrocchia di Boves
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Vicini a noi fino al dono della vita,
avete seminato nella nostra terra
la pace ed il perdono.
Lunedì 25 aprile

CHIESA DELLE CLARISSE
ore 16,00: Collocazione delle Urne dei Servi di Dio nel coretto attiguo al presbiterio.
ore 17,00: Vespri nella Festa di S. Marco animato dalla Comunità delle Clarisse. Dopo il Vespro: omaggio e preghiera personale accanto alle Urne.
ore 20,45: Rosario, a cura dell’Associazione don Bernardi e don Ghibaudo.Segue Compieta.

Martedì 26 aprile

CHIESA DELLE CLARISSE
ore 6,30: Lodi Mattutine animate dalla Comunità delle Clarisse.
ore 7,00: S. Messa. Segue fino al Vespro: omaggio e preghiera personale accanto alle Urne.
ore 17,00: Vespri animati dalla Comunità delle Clarisse.
ore 17,30: Presentazione della Ricognizione Canonica. Introduzione al tema - Dott.ssa Gabriella Vergano. Resoconto scientifico della Ricognizione - Prof. Ezio Fulcheri.

TRASLAZIONE NELLA CHIESA PARROCCHIALE
ore 20,30: Preghiera iniziale nella Chiesa delle Clarisse. Processione alla Chiesa Parrocchiale con accompagnamento della Banda Musicale “Silvio Pellico”.
ore 21,00: Accoglienza e Reposizione da parte del Vescovo delle Urne nella Chiesa Parrocchiale.
ore 21,15: S. Messa presieduta dal Vescovo Mons. Piero Delbosco.